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Assistenza sanitaria a popolazione marginalizzata italiana e straniera

     Chi siamo

  • Siamo una Onlus che fornisce assistenza sanitaria a popolazione marginalizzata italiana e straniera anche in strada.

      Ci rivolgiamo a:

  • Tutte le persone che per qualsiasi motivo sono escluse dalle cure del sistema di assistenza sanitaria nazionale: immigrati, extra-comunitari irregolari, ma anche soggetti regolari italiani e non, che non possono accedere alle cure (senza fissa dimora, alcolisti, Rom, rifugiati politici e richiedenti asilo....)

     Solidarietà internazionale

  • Costruzione e attivazione  di un Centre de Santé materno infantile a Murambi in Rwanda. Programma di implementazione della pianificazione familiare nel distretto di Rwamagana-Murambi. 
  • Missione oculistica presso il dispensario di Ambatondrazaka in Madagascar, in collaborazione con le Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù.

    La nostra Struttura al  31/12/2019

     
  • Numero dei dipendenti: 1
  • Numero dei soci: 129 di cui 51 medici (di diverse specializzazioni, compresi gli operativi in Madagascar); 3 farmacisti, 3 infermieri, 20 autisti e operatori Unità Mobile, 17 altri operatori (front office sede, amministrazione, ufficio stampa, grafica ecc..), 35 altri soci
     
    La nostra attività nel 2019 

    Sono aumentate di oltre il 10% nel 2019 le visite mediche ai bisognosi effettuate da Medici Volontari Italiani: sono state 5.332, superando di slancio le 4.817 del 2018. A questo numero vanno poi aggiunti circa 900 controlli (erano stati 800 nel 2018) nell’ambito del Piano Freddo del Comune di Milano, che da molti anni affida a MVI lo screening per l’idoneità all’accesso dei senza dimora alle strutture di accoglienza comunitaria, con particolare attenzione all’individuazione di patologie importanti come la tubercolosi.
     

Poiché in diversi casi le visite mediche sono state ripetute, alle oltre 5mila visite dello scorso anno corrispondono 3.600 pazienti (compresi quelli del Piano Freddo), numero in crescita di circa il 14%. L’analisi delle aree geografiche di provenienza dei pazienti conferma l’Africa nettamente in testa. Resta significativo il peso dei pazienti italiani, che sono in aumento. 

           

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