Gli operatori della nostra Associazione, durante la loro attività entrano in rapporto spesso con persone che vivono in condizioni di disagio e talora di marginalità estrema: una popolazione particolare, anche problematica, a rischio di contrarre più facilmente malattie proprio per le condizioni di vita. Come comportarci, come ridurre i rischi di contagio? Di questo abbiamo parlato durante l’incontro di formazione tenutosi nella nostra sede il 13 settembre: e durante lo sviluppo dell’incontro, con la relazione del dott. Boioli, si sono chiariti i rischi reali della nostra attività e in parallelo si sono rimossi i falsi allarmismi e le informazioni distorte che circolano sulla pericolosità dal punto di vista sanitario di questa popolazione, in primis degli immigrati: in particolare per quel che riguarda la tubercolosi, malattia grave, è stato documentato che i casi di TBC nel nostro paese sono in netto e costante calo. Ma questo non vuol dire abbassare la guardia! Comportamenti rispettosi delle regole dell’igiene sono indispensabili, quando necessario si devono usare presidi igienici come i guanti chirurgici: ma, con comprensibile stupore degli intervenuti, e saltato fuori da inoppugnabili fonti scientifiche, che la cosa di gran lunga più importante è lavarsi le mani dopo ogni contatto diretto ( o in alternativa disinfettarle con qualche goccia di amuchina gel): l’uovo di Colombo! . La formazione degli operatori è obbligatoria, e dovremo implementarla anche con altri strumenti, oltre che ripetendo incontri come quello del 13 settembre. E siccome tutti i salmi finiscono in gloria, la serata si è conclusa alla Bocciofila che è situata davanti alla nostra sede, immaginate voi come.
