Riflessioni agro-dolci di un medico volontario alla fermata del treno (e tu chiamale se vuoi emozioni)

7 Ott , 2026 - Uncategorized

Riflessioni agro-dolci di un medico volontario alla fermata del treno (e tu chiamale se vuoi emozioni)

Sapessi com’è strano…. avere freddo a Milano… e non importa se sei italiano, africano o europeo dell’est; quel che importa è che a Milano d’ inverno fa davvero freddo; quel che importa è che tu non ce la fai più a dormire per strada, o sotto i portici, o in un vagone ferroviario vuoto; quel che importa è che anche tu, come tutti, sei fatto di pelle (magari malata), di carne (magari poca), e di ossa (magari doloranti). Ma Milàn l’è un gran Milàn, ed ecco che il Comune da novembre a marzo, tramite il Centro Aiuto della Stazione Centrale, ospita gratis nei suoi dormitori pubblici quelli che non hanno fissa dimora.

Devi solo sapere dov’è il Centro Aiuto, devi solo capire come arrivare a Villa Marelli, devi solo fare gli accertamenti necessari, devi solo tornare al Centro Aiuto a prendere l’appuntamento con i Medici Volontari per ottenere il fatidico timbro e devi solo dire che stai bene, anzi benissimo, mai avuto tosse, febbre, sudorazione o quant’altro. Così puoi finalmente stare in un posto al coperto, magari caldo e con un pasto assicurato, senza doverti preoccupare di racimolare i soldi per mangiare; non importa se il posto non ti piace, se i tuoi vicini non li capisci o se sono sgarbati o se ti rubano quel poco che hai. Quel che importa è che un altro inverno e il freddo siano alle spalle e che con il sole primaverile tu possa stare di nuovo all’aria aperta, a mendicare, a sentirti libero di andare in giro tutto il giorno dove più ti piace e ti conviene. In poche parole, ricomincia la vita!….…come posso io non celebrarti vita, oh vita, oh vita…. Ma questa è vita? A noi tutti l’ardua (?) sentenza.

Furio Ferrante


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