Con il 13 novembre si è conclusa la ventesima spedizione dei Medici Volontari Italiani in Madagascar.
E’ stata la ventesima per il Dott. Carlo Passeggi e la prima per me, e spero non sia l’unica.
Ho avuto l’occasione di partecipare grazie al mio papà, il quale nel mese di giugno, a seguito di uno degli
incontri organizzativi con gli altri medici, mi ha chiesto se mi avrebbe fatto piacere seguirlo nella missione
umanitaria. Così il 27 ottobre siamo partiti, eravamo in 7 partecipanti: 5 medici specializzati in oculistica, Speranza ed io. Siamo stati ospiti da Suor Luciana e dalle Piccole Suore del Sacro Cuore di Gesù. Le suore sono presenti ad Ambatondrazaka come missionarie guidate da Suor Luciana che, con la sua grande forza d’animo e il suo spirito di iniziativa, ha costruito un dispensario dotato di ambulatori, farmacia, laboratori e di una sala operatoria molto attrezzata, grazie ai fondi raccolti dagli stessi medici attraverso iniziative di beneficienza e finanziamenti privati.
L’attività delle Suore oltre ad un’ immediata assistenza infermieristica è principalmente di carattere spirituale e si concretizza nell’aiuto diretto ai poveri, ai carcerati, ai bisognosi.Penso che il viaggio in Madagascar sia stato il più emozionante che io abbia mai fatto. Ho imparato molto: l’importanza delle piccole cose, il valore dei
minimi gesti che spesso qui in Italia diamo per scontati, quali il sorridere alle persone quando le incontri per strada, il semplice dire grazie o prego. Ho sviluppato la consapevolezza di essere fortunata ad essere nata nella nostra realtà, ho appreso l’importanza dell’istruzione senza la quale non si può realizzare alcun progetto di crescita personale e partecipare allo sviluppo di un Paese, e la fortuna che abbiamo noi ragazzi italiani di poterne usufruire gratuitamente.
Ho compreso l’importanza di avere la possibilità di potersi curare sempre, nelle migliori condizioni: la salute è un bene prezioso che nelle loro condizioni non è sempre garantito. Infine ho imparato il valore di pensare prima al prossimo e poi a me stessa, perché solo quando vedevo le altre persone sorridermi riuscivo a star bene e ad essere soddisfatta di quel piccolo aiuto che davo in ambulatorio. Tutti i medici mi hanno insegnato nozioni importanti in campo medico. Tutti mi hanno fatto amare quel posto e grazie all’affetto di Suor Luciana e di tutte le suore del Sacro Cuore non ho sentito la mancanza di casa, anzi, mi sono sentita accolta come fossi stata in una grande famiglia.
Ringrazio di cuore MVI per avermi accettata, dato la fiducia e l’opportunità di affrontare questa magnifica esperienza.