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I dati dell'epidemia: aggiornamento al 25/04/2021
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Il bicchiere? Da mezzo pieno a mezzo vuoto, ma ancora “mezzo”
In appendice: breve focus sulle vaccinazioni

Nelle quattro settimane passate dal precedente “bollettino”, il miglioramento della situazione pandemica, iniziato “a macchia di leopardo”, grosso modo a metà marzo, è proseguito pressochè ininterrottamente e su taluni aspetti (ma non tutti) si è progressivamente accentuato.
Il Governo ne ha preso atto, si è assunto il “rischio calcolato” di allentare le maglie delle restrizioni, e quasi tutte le regioni hanno “cambiato colore”, scendendo nella scala cromatica di una o due tonalità.
“Rischio” è oggi la parola sicuramente più appropriatata, sapendo però nel suo calcolo va compreso anche quel fattore imponderabile che si chiama “responabilità”, a cui ciascuno è tenuto, e senza la quale anche con i maggiori controlli annunciati, il “calcolo” potrebbe rivelarsi sbagliato.
Il miglioramento in atto non può ancora essere attribuito, se non molto parzialmernte, alla campagna vaccinale, arrivata a 5,4 milioni di “immunizzati totali” (che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino o il vaccino monodose) e a quasi 7,5 milioni di “immunizzati parziali” (con solo la prima dose), ma anche questa sembra finalmente aver preso l’abbrivio giusto, e nei prossimi mesi dovrebbe sommare i suoi effetti a quelli delle altre misure di conteninemto dell’epidemia.
Nulla però è scontato, e non si possono escludere “colpi di coda” o “intoppi” di vario genere, ne’ comportamenti individuali sconsiderati; la mortalità resta sempre elevata e anche il calo dei contagi sembra perdere vigore.
Solo se la previsione di alcuni studi recenti, di raggiungere “l’immunità di gregge” entro fine ottobre sarà rispettata, si potrà avere un prossimo inverno “quasi normale” dal punto di vista delle attività lavorative, scolastiche, sanitarie e della vita sociale.
Per illustrare la situazione in atto abbiamo predisposto due nuovi grafici, per la Lombardia e per l’Italia, nei quali viene evidenziato il “punto di svolta” dei tre principali aspetti dell’epidemia: i nuovi contagi, i ricoverati presenti in terapia intensiva e i decessi. Ciò che è importante sottolineare è che le tre curve, pur avendo iniziato a flettere in tempi e con velocità diverse, si stanno ora muovendo tutte nella medesima direzione, sia in Lombardia che in Italia.
In entrambi i casi la prima a invertire la rotta è stata la curva dei contagi: il 17 marzo in Lombardia, il 23 marzo in Italia; in Lombardia dopo un paio di settimane hanno iniziato a scendere anche le altre due curve, quelle dei decessi il 1° aprile e due giorni dopo quella dei ricoverati in terapia intensiva. A livello nazionale terapie intensive e decessi hanno invece cominciato a ridursi rispettivamente il 6 e il 13 aprile.

Per accedere all'analisi statistica completa cliccare: Grafici_BPA_-_S2N24 ultimo.pdf