La storia di Manual Mente

5 Ago , 2026 - Blog

La storia di Manual Mente

I pomeriggi d’estate sono lunghi tra le colline dell’Oltrepò. Le ombre dei mandorli e delle robinie sono strette. Fare passeggiate è impossibile. Nell’ombra delle case in sasso, dove villeggiano, alcune signore decidono di vincere la noia, l’attesa di un refrigerio serale. Si sono scambiate e hanno letto gli ultimi libri pubblicati. Ritrovarsi per una partita a carte? Non tutte sanno giocare. “Potrei insegnarvi a farvi un abitino”, propone una di loro, una stilista. Sono donne professioniste. Hanno fatto di tutto tranne che prendere in mano un ago. Ma il gioco è nuovo e magari anche divertente. Questo è un modello di carta per pantaloni. Questa la stoffa. Questa una forbice. Si comincia. Non siamo in un romanzo di Louisa May Alcott, ma la crescita e la trasformazione del gruppo è iniziata. Per un vestito occorrono anche filo, cerniere, bottoni, macchina da cucire e chissà cos’altro. Un ditale, forse. Il corredo artigianale del gruppetto si arricchisce incontro dopo incontro, in questa o in quella casa. I pomeriggi volano, come le stagioni. Un anno i pantaloni, quello successivo una giacca accompagnata da un accessorio, borsetta o scialle che sia. Vanitose, sfidano i compagni in serate autunnali dove sfilano lungo una passerella rossa con le loro creazioni. Accanto a loro un fedele reporter documenta la storia mentre qualche marito volonteroso propone i suoi manufatti. La macchina da cucire non si ferma, come le loro idee. Il catalogo si allunga, prende una direzione imprevista. Ci sono un mucchio di stoffe, adesso, sui tavoli di lavoro, un mucchio di cose nuove. Frughi e tiri fuori borsette, porta torte, sottopiatti, giubbotti, ma anche oggetti diversi, sempre fatti a mano. Una ratatouille di cotone, pile, lana, seta in cerca di destinazione. Vendere? Perché no? L’altra domanda che si fanno è: per dare il ricavato a chi?La dottoressa propone l’onlus dei Medici Volontari Italiani. E sia. Il primo tentativo è sotto un gazebo durante un week end, ospiti tra gli ospiti nel giardino di una casa dove è stata allestita una mostra di sculture. Da non credere ai propri occhi. Devono ricontare più volte il ricavato per convincersi che è vero. Una cosa tira l’altra. Così come la stoffa richiede un ago e del filo, il prodotto che ne esce richiede un’identificazione, un’etichetta. Le signore tagliano e cuciono e discutono. Ed ecco Manual Mente, il frutto delle loro mani e delle loro idee, imprimersi sulla brochure, completare capi d’arredo e d’abbigliamento. Per una giusta causa.


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