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MVI a fianco del Comune nell'emergenza freddo
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MVI a fianco del Comune nell'emergenza freddo
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      E’ scattata l’emergenza freddo, il piano di interventi organizzato e coordinato dal Comune di Milano da novembre 2018 a marzo 2019 per assicurare riparo e aiuto alle persone senza dimora nella stagione climaticamente più dura. E ancora una volta, come ormai avviene da molti anni, gli operatori di Medici Volontari Italiani si sono mobilitati a fianco del Comune, che ha affidato loro il compito di effettuare lo screening di verifica medico sanitaria dell’idoneità per l’accesso in strutture di accoglienza comunitaria, con erogazione di visite, lettura dei referti del test per la tubercolosi, distribuzione di farmaci.

      Il monitoraggio di MVI dedica in effetti particolare attenzione all’individuazione di eventuali patologie riguardanti l’apparato respiratorio, che possono rappresentare un rischio per la persona e la vita in comunità.

Tutte le persone inserite in un centro dal Centro Aiuto Stazione Centrale sono sottoposte a una visita medica ed è richiesto, se necessario, di recarsi a Villa Marelli per effettuare il Test Mantoux per la tubercolosi. Le visite vengono fatte da Medici Volontari Italiani il martedì e giovedì mattina sull’ambulatorio mobile della onlus, parcheggiato in prossimità del Centro Aiuto in via Ferrante Aporti. Ma hanno luogo, se necessario, anche presso l’ambulatorio fisso di Via Padova 104.

Nell’ultima campagna antifreddo, relativa all’inverno 2017-18, sono state effettuate 524 visite.

“Medici Volontari Italiani - afferma il suo presidente Faustino Boioli – è nata vent’anni fa per fare medicina di strada, ossia assistere bisognosi e emarginati, italiani e no, che non hanno accesso al sistema sanitario nazionale, o talvolta decidono di non servirsene. Da allora siamo cresciuti, ci siamo strutturati in modo articolato e oggi possiamo offrire ai nostri pazienti anche un ambulatorio fisso polispecialistico. Ma lo spirito delle origini è rimasto intatto e la medicina di strada, che continuiamo a praticare tutto l’anno di sera nelle vie di Milano, è sempre nel nostro dna. Il contributo che diamo al piano antifreddo ne è un’espressione”.